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BS - Capo di Ponte
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Destinazione

Capo di Ponte è un paese della media Val Camonica, 20km dopo Darfo Boario Terme. È famoso principalmente per il Parco delle Incisioni Rupestri di Naquane. L'insieme delle iscrizioni rupestri della Val Camonica, realizzate dai Camuni nel corso di qualche migliaio d'anni, è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco.

Tragitto

Itinerario su Google Maps

Un po' di storia

La Valle Camonica è una valle di origine glaciale, ed è stata abitata dalla notte dei tempi. Le genti che vivevano qui si chiamavano Camuni, ed erano cacciatori ed agricoltori. L'ambiente naturale era propizio all'insediamento umano, per via della presenza di acqua, boschi e quindi di bestie mangerecce. E i Camuni avevano la tradizione di incidere i roccioni presenti sulle montagne, "disegnando" scene di vita, guerrieri, combattimenti, momenti religiosi. Queste incisioni, che sono parecchie e disseminate per tutta la valle, erano note solamente agli abitanti della zona. Va ricordato che questi sono andati avanti ad incidere rocce, anche se più sporadicamente, fino al medioevo. Nel secolo scorso ci si è resi conto che queste incisioni erano qualcosa di più che quattro "pitotti", ed è partita una campagna archeologica seria.

Il Parco delle Incisioni Rupestri di Naquane

Come dicevo sopra, ci sono incisioni praticamente dappertutto, ma qui sono concentrate e ben visibili (beh, in realtà dipende...). L'ingresso al parco costa 4 euro, ma quello ridotto, per persone fino a 25 anni di età, costa 2 euro. Non ci sono quindi scuse per non entrare:)
Il parco si trova a circa 500 metri di altitudine, all'interno di un bel bosco di betulle ed altre piante a me ignote. Ci sono diversi sentieri ben tenuti e segnalati che portano di qua e di là, e all'ingresso viene data una mappa del parco ai visitatori, così che non ci si perde. La presenza di alberi fa sì che si possa girare tranquillamente anche sotto il rebattone.

Le rocce più importanti hanno un cartello esplicativo che descrive quello che si vede sulla roccia. Sono stati portati nel parco anche alcuni menhir provenienti da altre parti della valle. I menhir sono quelli che Obelix porta sulla schiena, anche se qui sono di dimensioni più ridotte. Non tutte le rocce, tuttavia, presentano lo stesso grado di visibilità dei graffiti. Il motivo è che la luce del sole, se non colpisce nel modo corretto la roccia, rende praticamente invisibili le incisioni. I cartelli dicono dove dovrebbe trovarsi l'elemento di interesse, sulla roccia, ma poi uno va lì a vedere e non vede nulla! Soluzione? L'acqua. Se si bagna la roccia, e si lascia asciugare il grosso, magicamente tutte le incisioni compariranno:) Sinceramente non so se questa sia una pratica veramente approvata, però nel caso le sentite su e bon:)

La visita al Parco richiede circa 4 ore. Per motivi di luce, come dicevo qui sopra, pare che i momenti migliori siano l'alba ed il tramonto, però va beh. All'interno del parco è vietato fare picnic o che. In realtà c'è una specie di "zona ristoro", che noi abbiamo sfruttato per fare merenda, all'ombra di faggi secolari.

La Chiesa di San Salvatore

San Salvatore era un monastero benedettino cluniacense. Il luogo era tuttavia stato destinato ad uso religioso già prima, dai romani e forse anche dai Camuni. Si trova più o meno dalle parti del Parco di Naquane, quindi vale la pena fermarsi a dare un'occhiata. Le case intorno alla chiesa sono proprietà privata, e anche se la cosa suona un po' strana, non ci si può entrare:) La chiesa invece è accessibile. Si tratta di una costruzione romanica in pietra del luogo, costruita seguendo un po' la morfologia del terreno, e quindi non perfettamente regolare. È composta da tre navate. L'abside è internamente ottagonale, sormontato da un piccolo campanile anch'esso ottagonale. Le colonne delle navate sono un po' tonde e un po' quadre, e sono sormontate da capitelli di varia natura. Uno presenta amphysboene, ovvero bisci con una testa ad entrambe le estremità, un altro ha sirene bicaudate, un altro invece raffigura Giona ed un drago dormiente (che fosse un drago, ce l'ha detto la ragazza della Pro Loco).

La Pieve di San Siro

Questa ce la siamo persa, perché siamo usciti dal Parco ed era già chiusa. L'abbiamo vista solo da lontano, dall'altro capo della valle. Si tratta di un edificio romanico edificato su di una roccia a strapiombo, e deve essere molto interessante. Se passate di lì, fateci un giro:)

Pescarzo

Pescarzo è una frazione di Capo di Ponte, che si trova sul versante occidentale della valle, opposto quindi al parco. È un paesino di montagna che ha mantenuto in gran parte l'architettura tipica. Questo significa non solo case costruite in roccia, ma anche la costruzione e l'utilizzo di interi cortili coperti e seminterrati. Gli abitanti del luogo hanno costruito una sorta di grotte, da cui poi si accede alle varie case. Ancora oggi ci sono numeri civici che si trovano all'interno di questi cortili coperti. Una cosa un po' strana. Un giorno sì ed uno pure c'è una manifestazione fieristico-turistica, con negozietti ed espositori in giro per il borgo. C'è un bus navetta (non so se gratuito) che porta da Capo di Ponte a Pescarzo, perché la strada è un po' fuori della grazia di Dio. Se no, se ci si avventura sin lassù, si pagano 3 euro di parcheggio! Se capitate quaggiù consiglio di andare all'oratorio a provare il calciobalilla a 6 giocatori!


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